EMERGENZA SICUREZZA O EMERGENZA EDUCATIVA?

EMERGENZA SICUREZZA O EMERGENZA EDUCATIVA?

Serate primaverili a Bregnano, la fine della scuola che si avvicina, l’estate alle porte e tanti ragazzi in giro per il paese. Alcuni episodi che si sono verificati tra aprile e maggio meritano di essere inquadrati nella giusta dimensione, senza sottovalutazioni ma anche senza inutili esasperazioni. Scritte sui muri, piccoli danneggiamenti, schiamazzi, uno scontro tra ragazzi, l’incendio di un cassonetto nel cortile della scuola elementare. Le zone sono quelle dove abitualmente si incontrano i ragazzi di Bregnano: la casetta dell’acqua, l’area delle scuole, del Polifunzionale, la piazza del Municipio. I responsabili sono pochi, spesso gli stessi. Controlli delle forze dell’ordine, richiami e convocazioni con i genitori dei servizi sociali, denunce e indagini delle autorità preposte sono in corso.


È fondamentale però non fare di tutta un’erba un fascio. Al di là di episodi specifici, alcune riflessioni sono necessarie. A Bregnano ci sono bravi ragazzi e brave ragazze. C’è qualcuno che sbaglia, certo, ma che deve essere aiutato, insieme a tutta la comunità educante, a riflettere e a ritrovare comportamenti corretti. I ragazzi hanno spesso molto da insegnare a noi adulti. Le loro reazioni e i loro comportamenti, sia nel bene sia nel male, riflettono modalità di comportamento e comunicazione imperanti, esempi e modelli sociali diffusi. Va detto, perché si assiste a reazioni e interventi diversi da parte degli adulti. Ci sono persone che lamentano schiamazzi e disturbo alla quiete ma al tempo stesso capaci di dialogare, di comprendere sul serio questi giovanissimi, la loro voglia di stare insieme e di vivere il loro paese. Ci sono genitori attenti e coinvolti, comprensivi e tolleranti ma fermi e aderenti al proprio ruolo; genitori orgogliosi dei propri figli quando dimostrano serietà, responsabilità e senso civico, pronti a intervenire quando serve. Questo non significa giustificare o assecondare comportamenti sopra le righe. Al contrario. Proprio quei comportamenti che sembrano piccoli possono essere avvisaglie di un innalzamento del livello di sfida e portare, come in alcuni casi, a gesti che non possono essere accettati. In questi anni amministratori e servizi sociali hanno incontrato diversi genitori per richiamarli a una collaborazione nella gestione dei comportamenti dei propri figli una volta fuori casa. Purtroppo, talvolta c’è un irrigidimento nella difesa dei propri ragazzi, un’incapacità di riconoscere che anche loro possono sbagliare, attribuendo le responsabilità sempre ad altri o alla presunta mancanza di occasioni e luoghi di aggregazione. Negare il problema non aiuta. Fare rete tra famiglie, amministrazione e comunità educante invece sì. E la comunità educante a Bregnano esiste ed è in grado di incidere. A comportarsi male non sono sempre soltanto i figli degli altri. A volte bisogna avere l’umiltà di riconoscerlo, perché crescere ed educare dei figli è uno dei compiti più difficili al mondo.


Non si può parlare, a Bregnano, di problemi di sicurezza e ordine pubblico, che sono tutt’altra cosa. Le forze dell’ordine e chi quotidianamente collabora al controllo e al monitoraggio del territorio, come l’Associazione Nazionale Carabinieri e il Gruppo Trial, concordano nel definire Bregnano un paese senza particolari problemi di sicurezza e meno che mai di ordine pubblico. Niente viene sottovalutato. I problemi si affrontano e si gestiscono. Non si ingigantiscono per fare propaganda. È sbagliato l’approccio di chi preferisce osservare e sentenziare, diffondere ricostruzioni estremizzanti e irresponsabili, espressioni d’effetto su presunti pericoli per le persone. Parlare impropriamente di “situazione fuori controllo” e utilizzare parole che andrebbero riservate a contesti ben diversi, significa alimentare allarmismo sociale, soffiare sul fuoco. Probabilmente è anche un segnale di debolezza ed incapacità di visione. Un’amministrazione seria e preparata invece non minimizza i problemi, li affronta con equilibrio, senso delle istituzioni e responsabilità verso la comunità. Quanto accade, anche i brutti gesti che richiedono accertamenti e producono conseguenze, non è diverso né maggiore di quanto avveniva in passato e avviene oggi nei paesi limitrofi. Ma è anche l’occasione per ricordare che Bregnano è una comunità viva, fatta da tanti ragazzi e ragazze perbene, da famiglie responsabili, da volontari, operatori e Istituzioni che ogni giorno lavorano insieme per il bene comune.

Bregnano in Movimento

L’incendio ad un cassonetto all’interno della scuola elementare

gabri_64