SANITÀ LOMBARDA, EMERGENZA DEMAGOGIA

SANITÀ LOMBARDA, EMERGENZA DEMAGOGIA

I fatti confermano il valore di scelte ponderate e concrete

Negli ultimi mesi il dibattito sulla sanità territoriale e sulle Case di Comunità è tornato al centro dell’attenzione. Si tratta di un tema che riguarda da vicino ogni cittadino, perché la tutela della salute e l’accesso ai servizi sanitari rappresentano bisogni fondamentali per la qualità della vita di una Comunità.
L’obiettivo di avvicinare i servizi ai cittadini e rafforzare la medicina del territorio è certamente condivisibile. Tuttavia, l’esperienza maturata in questi anni e le recenti evoluzioni della riforma sanitaria stanno confermando una realtà che l’Amministrazione comunale aveva evidenziato fin dall’inizio: le strutture, da sole, non bastano.
Una sanità territoriale efficace non si costruisce soltanto con edifici e nuovi spazi. Servono soprattutto medici, infermieri e professionisti sanitari in numero adeguato, capaci di garantire servizi continuativi e di qualità. Senza queste risorse fondamentali, il rischio è quello di realizzare contenitori destinati a non rispondere pienamente alle aspettative dei cittadini.
La recente rinuncia all’ipotesi di una presenza stabile dei medici di medicina generale all’interno delle Case di Comunità, prevista nelle prime fasi della riforma, rappresenta una conferma concreta delle criticità che molti operatori del settore avevano segnalato fin dall’inizio. I medici di famiglia hanno infatti ribadito l’importanza di mantenere il rapporto diretto e continuativo con i propri assistiti e una presenza diffusa sul territorio, elemento essenziale soprattutto in una fase caratterizzata da una crescente carenza di professionisti.
È proprio questo il nodo centrale della questione. Il vero problema della sanità territoriale non è mai stato soltanto quello degli spazi disponibili, ma soprattutto quello delle risorse umane. Un tema che la Sindaca Elena Daddi ha portato con determinazione all’attenzione dei tavoli istituzionali sovracomunali già dal 2023.
La situazione della provincia di Como riflette una criticità diffusa a livello nazionale. L’età media dei medici di medicina generale è elevata, il ricambio professionale procede con difficoltà e molti professionisti si trovano a seguire oltre 1.500 assistiti ciascuno. A questo si aggiunge un altro aspetto fondamentale: il rapporto di fiducia che lega il medico di famiglia ai propri pazienti. Un rapporto costruito nel tempo, basato sulla conoscenza della storia clinica e personale di ciascuno, che rappresenta uno dei pilastri della medicina di prossimità e della prevenzione. Un valore che non può essere sostituito da modelli organizzativi che prevedano una continua rotazione di professionisti e specialisti.
In questo contesto, l’Amministrazione comunale di Bregnano ha mantenuto una posizione coerente e fondata su valutazioni di sostenibilità, efficacia e concretezza.
Molti cittadini ricorderanno che durante la campagna elettorale venne proposta dalla lista allora concorrente, oggi in minoranza, la realizzazione di un poliambulatorio o di una Casa di Comunità attraverso l’acquisizione di un immobile privato. Un progetto certamente ambizioso, ma anche urbanisticamente complesso, che avrebbe richiesto un importante investimento economico per l’acquisto, la riqualificazione e la successiva gestione della struttura, con un impatto significativo sulle risorse comunali.
L’Amministrazione guidata da Elena Daddi espresse allora le proprie perplessità ponendo una domanda semplice ma decisiva: una volta realizzata la struttura, avremmo avuto la certezza di disporre dei professionisti necessari per farla funzionare in modo efficace e continuativo?
Una domanda che, alla luce degli sviluppi odierni, appare ancora più attuale.
La direzione intrapresa dall’Amministrazione era già un’altra e si fondava sulla valorizzazione delle risorse esistenti e sulla sostenibilità degli interventi. L’obiettivo era mettere a disposizione gli ambulatori comunali già presenti sul territorio e sostenere concretamente l’attività dei medici di medicina generale, concentrando gli sforzi su servizi immediatamente fruibili e realmente utili ai cittadini.
Una linea amministrativa meno orientata agli annunci e più attenta alla concreta possibilità di garantire servizi funzionanti nel tempo. Una scelta che privilegiava la sostanza rispetto all’apparenza, la sostenibilità rispetto all’ambizione progettuale e la certezza del risultato rispetto a prospettive prive delle necessarie garanzie operative.
Oggi questa impostazione produce risultati tangibili. A Bregnano operano quattro medici di medicina generale e due di loro svolgono la propria attività all’interno degli spazi comunali. Un servizio reale, stabile e vicino ai cittadini, che garantisce continuità assistenziale senza gravare il bilancio comunale con investimenti di dubbia sostenibilità.
Questa esperienza dimostra che l’efficacia dell’azione amministrativa pubblica deve essere valutata sulla base di due criteri fondamentali: la sostenibilità economica e l’utilità effettiva per la Comunità. Non devono prevalere logiche di appartenenza politica, slogan o progetti che, pur suggestivi, rischiano di non trovare una reale applicazione nel contesto locale.
I Comuni hanno il dovere di collaborare con Regione e Stato per contribuire al miglioramento dei servizi sanitari, ma hanno anche la responsabilità di amministrare con prudenza e serietà le risorse dei propri cittadini, evitando investimenti onerosi quando non esistono adeguate garanzie sulla loro futura operatività.
Oggi i fatti confermano la correttezza della posizione sostenuta e delle scelte compiute. Una linea che ha consentito di preservare risorse pubbliche, mantenere servizi sanitari di prossimità e garantire ai cittadini un’assistenza concreta, accessibile e continuativa.
È questo il metodo che continua a guidare l’azione dell’Amministrazione comunale: analizzare i problemi con realismo, assumere decisioni responsabili e lavorare ogni giorno per dare risposte concrete ai bisogni della Comunità.

Elena Daddi

Foto di fernandozhiminaicela, Foto sopra di erwinbosman da Pixabay

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